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Fioritura di crocus alla Pigolota di Valtorta (scorri la gallery!)
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Pigolota di Valtorta
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Un mare di crocus
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Mezzoldo, sulla via Priula
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Cornello del Tasso, lungo l'antica Strada Priula
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Cornello del Tasso
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La Brianza dalle creste del Resegone
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Le Grigne dal Resegone
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Vista sul ramo manzoniano del lago di Como, dal Resegone
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Lungo la via delle creste, cima Quarenghi
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In salita sulla via delle creste
Lombardia

Val Brembana e dintorni

La val Brembana è uno dei due "assi portanti", con la val Seriana, della montagna bergamasca, quelllo più occidentale. Sul corso del torrente Brembo confluiscono diverse vallate che si estendono verso est ed ovest fino a raggiungere i crinali di confine con le province di Lecco e Sondrio.

Una di queste vallate, una delle più meridionali, è la valle Imagna. Tra le tante escursioni che vi si possono ambientare la più frequentata e evocativa è senza dubbio la conquista del Resegone che, pur se celebrata vetta lariana, cantata anche da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi, risulta più facilmente raggiungibile partendo da Brumano.
Ma come si raggiunge la vetta del Resegone dalla valle Imagna? Le soluzioni sono più d'una. 
Si può percorrere la via classica (che a sua volta ha più varianti) oppure la più lunga ed impegnativa via delle creste.
Da Brumano si sale sul sentiero che parte accanto alla chiesa parrocchiale, guidati dalle indicazioni verso il rifugio Azzoni, dato a 2h30'. La segnaletica individua, tra sterrato ed asfalto, il segnavia 13: si ignora la deviazione per il rifugio Monzesi e si continua a salire fino ad un abbeveratoio.
Oltre questo punto il sentiero affronta un primo tratto ripido per poi proseguire tra radure e boschi di latifoglie alternando pendenze varie.
A circa 1500 mslm, al Piano di Brumano, si prosegue sul 571 (indicato anche come 17): quando si esce dal bosco si disegnano diverse serpentine tra radure in quota e pietraie fino ai 1875 metri di quota del Resegone.
Un'altra via di salita, in valle Imagna, parte da Fuipiano. Si prosegue oltre il paese fino ad un parcheggio dove inizia una strada pastorale. Il sentiero supera alcuni casolari e in località Pallio imbocca il segnavia 578 che porta fino alla Bocca di Pallio, a 1390 metri di altitudine, dove si scorge l'indicazione per il rifugio Azzoni da seguire fino alla meta.
Il sentiero delle creste parte invece da Erve, nel Lecchese, ed è ben più impegnativo anche dal punto di vista tecnico.

In inverno, sul Resegone si arriva con le ciaspole! Clicca qui: www.ciaspole.net/itinerari1/lombardia/ciaspole-resegone.htm

Un'altra delle vallate laterali della val Brembana è la Valle Stabina, più nota per la sua principale località Valtorta, che offre la possibilità di godere di una delle più belle fioriture di crocus dell'arco alpino: i prati della Pigolota, sede di questo spettacolo, si possono avvicinare in auto ma per non dilungarsi tra permessi e divieti è forse più interessante arrivarci a piedi.
Un'alternativa, infine, è arrivare ai prati della Pigolota in mountain bike, come descritto in questa pagina (www.cicloweb.net/ispira/ispira/itinerari52.htm). 
La salita da Cantello, frazione dalla storia antica, è una vera e propria sfida non tanto dal punto di vista fisico, si sale da 1044 a 1503 metri di quota, ma dal punto di vista dell'orientamento in quanto non abbondano i segnavia ed è necessario sapersi orientare tra bivi e mulattiere.
Si prende l'evidente sentiero che parte tra le poche case e si procede verso monte, addentrandosi in un bosco. Per il proseguio di questa salita lasciamo le parole a Cristian Riva ed al suo blog: https://www.cristianriva.it/monte-pigolota-prati-crocus/

Meno impegnativo, ma molto più lungo, risulta percorrere l'antica via Priula, una traccia di origine medievale che portava da Bergamo fino al passo San Marco unendo così il territorio elvetico (la Valtellina era parte della Confederazione) alla Repubblica di Venezia, senza pagare gli esosi dazi del Ducato di Milano.
La strada sostituiva un tracciato più antico, ritenuto inefficiente, e fu voluta dal Podestà di Bergamo Alvise Priuli da cui prese il nome. La costruzione risale alla fine del Cinquecento e servì per almeno duecento anni: la fine della Serenissima Repubblica di Venezia, annessa all'Impero AustroUngarico dopo gli anni di Napoleone, segnò la decadenza di questo tracciato che oggi non è che un evocativo percorso escursionistico.
Due i tratti più interessanti: da Mezzoldo a Ca' San Marco e, sul versante valtellinese, la salita oltre Albaredo. Una delle opere più significative, le "chiavi di Botta" sono purtroppo andate perdute da secoli. Rappresentarono una vera e propria svolta perché consentirono di evitare lunghe e tortuose deviazioni unendo direttamente, ma arditamente, i due versanti di una profonda forre scavata dal Brembo.
Una curiosità: il passo iniziò a chiamarsi così solo in epoca moderna, proprio in virtù della dominazione veneta, localmente era più noto come Giogo o Mont Albitt (dalla valle del Bitto, sul versante valtellinese).


Quanto descritto sopra non è che un accenno alle infinite possibilità offerte dalla val Brembana e dai suoi dintorni. Avremo modo di arricchire questa pagina con altre passeggiate ed escursioni sui monti della val Brembana!

Escursioni nella vicina Val Seriana: clicca! E nella vicina di val di Scalve: clicca qui.
In bicicletta e mountain bike nelle montagne della Bergamasca: clicca per aprire gli itinerari in Valseriana e val di Scalve o per navigare tra i percorsi in val Brembana.
La guida alla val Brembana ed alle sue valli laterali oltre ad una guida sulla val di Scalve e la vicina Valseriana.
Ed inoltre ciaspolate in Lombardia, da www.ciaspole.net

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