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Alpe Larecchio, in Valle Vogna (scorri la gallery!)
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Il Monte Rosa incorniciato dall'autunno all'Alpe Pile
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Alpe Pile, rifugio Pastore
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Cascate dell'Acqua Bianca
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Valle Vogna, borgate walser
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Peccia, Valle Vogna
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La chiesetta di San Grato in Valle Vogna
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La chiesetta di San Grato nel pieno dell'autunno
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Alpe Larecchio
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Valle Vogna, valle walser
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Alpe Larecchio
Autunno

Autunno in Valsesia

La Val Sesia, principale (unica?) zona montuosa del territorio vercellese, è un luogo dove ambientare diverse passeggiate autunnali di grande soddisfazione. Non solo: ai colori di ottobre e novembre si aggiunge una vera e propria immersione nella cultura e nella tradizione del popolo walser. La memoria di queste genti, emigrate dal Vallese in cerca di fortuna nel pieno del Medioevo, sopravvive nei nomi, nella musica, nella parlata (più o meno diffusa) ma è soprattutto evidente nell'architettura.
Le case di Alagna e delle sue frazioni così come quelle di Riva Valdobbia e delle sue borgate, in particolare in Valle Vogna, sono un vero tesoro.

In questa pagina proponiamo due passeggiate per godere di quello che potrebbe essere ... "il meglio" dell'autunno tra le montagne della Val Sesia.
Prima, un veloce salto al rifugio Pastore all'Alpe Pile, dominato dalla sagoma del Monte Rosa con le diverse cime del gruppo: si riconoscono Punta Gnifetti (con la Capanna Margherita, a 4554 metri di altitudine, il rifugio più alto d'Europa), la Parrot e la Piramide Vincent.
Attorno al rifugio i colori dell'autunno incorniciano le caratteristiche baite che garantiscono ospitalità e ristoro in questa posizione così suggestiva.  I colori si apprezzano come "cornice" della vista sul Monte Rosa e durante la salita da Wold: si cammina, infatti, in un fitto bosco di querce che si apre per regalare qualche scorcio sia sulle vette sia sulle Cascate dell'Acqua Bianca. 
Lasciata l'auto nel parcheggio più lontano da Alagna (Wold), si cammina per qualche minuto sulla stradina che sale verso le Cascate dell'Acqua Bianca (percorsa dalla navetta che - eventualmente - può ridurre ulteriormente le fatiche). Dopo pochi minuti evidenti indicazioni invitano ad abbandonare la strada (che è anche a servizio delle miniere) ed a proseguire su un bel sentiero che si immerge tra le querce prendendo quota con moderazione.
A mezz'ora dalla partenza si attraversa il torrente e si torna sulla strada in corrispondenza della piccola chiesetta di Sant'Antonio
Qui si può scegliere tra la stradina (più monotona) ed il vivace sentiero che - stavolta su pendenze più brusche - conduce in meno di mezz'ora al rifugio Pastore. Inutile dire che la scelta del sentiero regala più colori e scorci più suggestivi sulle cascate.
Il ritorno avviene sulla via di salita, fatte salve le varianti descritte. Il sentiero è ottimamente segnalato ed abbastanza frequentato.
 

Più ricca di colori la passeggiata in Valle Vogna, vallata laterale che si apre verso sud a partire da Riva Valdobbia. Come quest'ultimo paese (capoluogo comunale fino al 2019), tutta la vallata è intrisa di cultura walser: tutte le baite sono realizzate nel tipico stile di questa antica popolazione che scese dal Canton Vallese e si stabilì in diversi punti del Nord-Ovest tra cui, appunto, la Val Sesia.
La passeggiata più caratteristica è sicuramente quella che parte da Ca' di Janzo (o Sant'Antonio nei giorni in cui si può salire in auto, sostanzialmente i giorni feriali) e prosegue verso Sant'Antonio, dove si trova una bella chiesetta. A questo primo tratto su asfalto (monotono ma arricchito dai frequenti incontri con l'edilizia walser) segue un tratto su forestale in direzione di Peccia: dopo qualche minuto si può scegliere se percorrere un sentiero tra i larici o la sterrata. Il primo è senza dubbio più suggestivo ma richiede qualche minuto in più ed anche una certa attenzione perchè non è segnato in modo impeccabile. La seconda è senza dubbio più diretta ma anche meno appagante.
Giunti a Peccia si ammirano le baite walser, la chiesetta di San Grato e si inizia a salire davvero, camminando su un sentiero d'antica fondazione e dal fascino evocativo. In un'oretta si superano i quattrocento metri di dislivello che separano dall'Alpe Larecchio: qui, a circa 1900 metri di quota, si trovano alcune baite, un agriturismo (chiuso a ottobre) e, cercando bene, un laghetto in cui si specchiano i larici.
"L’origine del nome deriva proprio dai numerosi larici che circondano l’alpe: uno di questi grossi alberi si trova su un roccione al centro della conca, dal quale si può godere della particolare vista sull’ampio pianoro. Seguendo il percorso del piccolo torrente che attraversa l’alpeggio, si può giungere al suggestivo laghetto posto poco più in alto" (www.visitvalsesiavercelli.it/vivi/outdoor-e-natura/sentiero-n-201a-peccia-alpe-larecchio-pian-del-celletto/).
Il ritorno avviene sulla via di salita.

Escursioni, pedalate e curiosità sulla Val Sesia visitando queste pagine di www.cicloweb.net:
- passeggiate ed escursioni a piedi in Val Sesia
- Val Sesia in bicicletta e mountain bike
- guida alla Val Sesia

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